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domenica 1 dicembre 2013

Oggi non mi ferma nessuno!

La gara non competitiva dell'Unione Marciatori Veronesi oggi dava appuntamento nella goduriosa località di Grezzano di Mozzecane (o di Canne mozze come diceva il mio ex presidente dell'Ambrosiana). Sveglia alle 6:45 (del mattino naturalmente). Sceso in cucina mi spremo 4 arance, per spararmi subito in vena la vitamina C. Adoro la spremuta al mattino. Nel pulire lo spremiagrumi combino un disastro, rovescio un quantitativo enorme di acqua sul parquet (ore 6:52). Ma perchè devo iniziare la domenica così, perchè? E nel frattempo le campane della chiesa di San Michele suonano per permettermi di espiare i miei peccati (ore 7:00). Non vorrete mica che, a fronte del fatto che mi trovo ginocchioni ad asciugare acqua alle 7 del mattino della domenica, abbia solo pronunciato "acciderbolina o caspiterina" vero? Ma questa mattina non mi ferma nessuno, mi preparo e mi dirigo a testa bassa verso i 25 km previsti per oggi. Giunto a Grezzano, scendo dalla macchina e mi ghiaccio seduta stante. Una cosa oscena il freddo di questa mattina, ho solo voglia di raggomitolarmi su me stesso per trovare sollievo. Ghiaccio per terra, si scivola. Ma questa mattina niente e nessuno mi può fermare. Si parte. Mi manca qualcosa! I guanti! E le campane suonano (ore 8:00). Due chilometri di sofferenza atroce. Poi, come all'improvviso, mi scaldo. Si sta benissimo, il sole sorge dai campi e io vado che è una meraviglia, piano ma bene. Vado piano perchè voglio evitare crisi nei chilometri finali e cercare un possibile e probabilmente impossibile allungo nella seconda parte. La prima parte trascorre facilmente e giungo in buone condizioni al giro di boa. Adesso si fa dura, si perchè oltre alla inevitabile fatica che mi aggredirà, adesso sono rimasto da solo sul percorso perchè nessuno dei partecipanti compie due giri del percorso e tutti gli altri sono partiti da un'ora e più. Ma fa lo stesso, oggi mi sento bene e oramai sono nel circuito quindi non posso girarmi e tornare indietro, sai che umiliazione?!?! Tento di allungare il passo e ci riesco bene. Il cronometro segna tempi anche sotto i 5 minuti a km, che per me, ad oggi, sono temponi. Al 22° chilometro il fiato è ok, le gambe quasi ok.... ma la mia pancia no. Vi anticipo dicendovi che non è diarrea, perchè so che avete pensato tutti a quello. No! Ho famissima! E' come se lo stomaco mi gridasse in malo modo da sotto: "ascolta bello, fermati e mangia tutto quello trovi: radici, scarafaggi, ratti muschiati ..... ma mangia!" Cavolo, mancano solo tre chilometri, di solito li faccio di riscaldamento, cosa vuoi che sia? Infatti stringo i denti e giungo all'arrivo. All'arrivo ci sono sempre the e biscotti per tutti e io mi ci fiondo..... NO! Di fianco al banchetto del ristoro c'è un altro banchetto supplettivo e guardando bene mi sembra di intravedere.... si mi pare proprio.... non può essere possibile dai?.... sono le 10 del mattino.... mi avvicino ancor di più, una signora mi sorride e mi dice: caro ragasso, te stavo spetando (caro ragazzo ti stavo aspettando (il blog è letto in tutto il mondo devo porre la traduzione)), eco questo l'è tuo (ecco questo è tuo). La signora, detta anche la Madonna di Grezzano, mi porge un piatto con Pearà e Cotechino. YAHOOOOOOO! Tanto vi dovevo, Davide.

mercoledì 27 novembre 2013

"Il runner nelle sabbie mobili"

La settimana scorsa è servita a testare per bene la tenuta della caviglia infortunata e direi che posso affermare che pare essere superato il problema. L'altra cosa da testare era la forma fisico/atletica che è invece risultata quasi imbarazzante ma che può essere capibile dopo 3 settimane di inattività. Durante la settimana ho inserito qualche corsetta interessante ma il clou l'ho raggiunto la domenica, giorno in cui la tabella contemplava crudelmente 22 km. L'organizzazione Unione Marciatori Veronesi aveva organizzato la gara non competitiva in località Villa fontana, ridente piccolissima località nella bassa veronese. Era facile immaginare che il percorso fosse per lo più nello sterrato nei campi della zona e bisognava fare i conti con il fango lasciato dal maltempo del giorno precedente. I primi chilometri si corrono però sull'asfalto ed io, ingenuamente, mi sento bene e ho voglia di spingere ed infatti i tempi sono confortanti. Poi però la stanchezza si presenta bussando inesorabilmente alla mia porta di casa e, drammaticamente, il percorso si è spostato su stradine poco battute e inzuppate. Dal 15° chilometro circa inizia un film drammatico dal titolo "Il runner nelle sabbie mobili". Nessuna forza per continuare, fango ovunque, nessun punto ristoro all'orizzonte e sconforto, tanto sconforto, sconfortissimo. Il corpo mi sta comunicando di dover smettere di correre e di raggiungere il traguardo passeggiando, alla stessa andatura che terrebbe una qualsiasi coppia di innamorati in processione per lo shopping in via Mazzini in centro a Verona. Ma è qui che sfoggio carattere, determinazione, attaccamento alla maglia e un pizzico di follia tentando (addirittura) di aumentare l'andatura contrastando il deficit di energie. Non serve a nulla, il crollo è verticale, a filo di piombo. Il passo diventa quindi impresentabile ma riesco a giungere alla fine dei 22 correndo e questo mi riempie di energie positive. Il lunedi invece ho ripreso a giocare a calciotto e la sfida era di quelle importanti, seconda in classifica (noi) contro terza. Pare si sia trovata una quadratura del cerchio e la squadra sta dimostrando di poterci stare sfoderando una prestazione notevole. Vittoria 2 a 1 in rimonta e secondo posto, per ora, blindatissimo. Terzo tempo a Isola della Scala alla fiera o sagra della pearà. " ...la pearà l'è la tradission de la me cità...". Tanto vi dovevo, Davide.

lunedì 18 novembre 2013

La ripresa delle ostilità.

Sono trascorse 3 settimane dall’infortunio grave alla caviglia. 21 giorni di turbamenti psicologico/sportivi che andavano dal pensiero di abbandonare il progetto maratona all’idea di aumentare il carico degli allenamenti inserendo anche le altre discipline triatletiche. Lo stare fermi porta a questi sbalzi umorali, tipici di chi vorrebbe poter uscire dalla porta e correre ed invece si ritrova sul divano a guardare un telefilm americano con pizza fumante e birra ghiacciata. La decisione comunque è stata presa e prevede un programma di avvicinamento alla maratona ancora più serrato con allenamento praticamente tutti i giorni e con una spruzzata di allenamenti di nuoto e bici (probabilmente cyclette, spero spinning) per rendere il piatto sfizioso e proibitivo, degno di un vero combattente. Si inizia questa sera con una prima corsa di test di circa 8 km per vedere le reazioni del corpo in generale e della caviglia in particolare. Il lunedì solo questa attività visto che poi c’è da andare a giocare a calciotto ( o Calciozzo per gli amici). Breve aggiornamento, siamo secondi in classifica, grazie soprattutto ad un gruppo che si sta consolidando! Tornando a bomba, gli altri giorni della settimana farò sempre una seduta di nuoto o di bici, prima della corsa, tanto per farmi trovare a fine inverno abbastanza in forma per la preparazione in vista delle gare estive. Nel frattempo il clima peggiora, il freddo ha messo fuori la testa è ci ha ricordato che anche quest’anno lui ci sarà a rendere le nostre uscite atletiche molto impegnative e la lotta contro il Dio dell’ozio e dell’agio sarà ancora più dura. Poi sta per avere inizio il valzer delle cene di Natale. Alcuni anni si rischia di essere invitati da chiunque, la cena di Natale dell’ufficio, la cena di Natale dell’ex ufficio, la cena di Natale della squadra, la cena di Natale della ex squadra, la cena di Natale degli amici stretti, la cena di Natale della classe del ’77, la cena di natale di quelli coi capelli ricci e così via, calcolando poi che ogni cena è caratterizzata dall’assunzione di circa 4/5000 calorie l’una riusciamo facilmente a capire che non sia un periodo da considerarsi propriamente da atleti. Supereremo anche questa. Tanto vi dovevo, Davide.

domenica 3 novembre 2013

Houston..... abbiamo un problema!

E' lunedì sera, e il mio gruppo calcistico di Quercia Software si ritrova per la partita di calciotto contro la compagine Luxury Slot. Partita che crea più di qualche preoccupazione per il mio team. Infatti pronti via e la squadra avversaria si porta in vantaggio. Dopo pochissimi secondi arriva il pareggio fulmineo così come il vantaggio. STOP! Il racconto per me si ferma qui. Lancio lungo del portiere avversario, stacco di testa per sventare la minaccia ma ricado sulla caviglia come un sacco di patate, come un pero cotto, come un mona (si dice dalle mie parti). Caviglia che si gira e bella distorsione. La stessa si gonfia come un melone in pochissimi minuti. Porca vacca cane! Nessun problma per la partita in corso in quanto il sostituto è ben in grado di prendere il mio ruolo ed infatti la partita finisce 7 a 2 in nostro favore portandoci in cima alla classifica. Il problema è la preparazione alla maratona. Quanto tempo mi occorrerà per guarire? Perderò tutto il lavoro fatto fino ad adesso? Che scatole! Inoltre mi sono di recente iscritto alla Mezza Maratona di Riva del Garda che si terrà il 10 Novembre e credo che non potrò partecipare! Se entro 5 giorni non vedrò grossi progressi modificherò il programma e mi butterò su altro. Disastro! Tanto vi dovevo, Davide.

sabato 26 ottobre 2013

Allenamenti della terza settimana.

Mercoledi è stata, come di consueto, la serata dedicata alla ripetute. Stavolta mi toccava una piramidona che avrebbe fatto venire invidia all'ottimo Cheope: 400, 800, 1200, 1600, 1200, 800, 400 m. Come di consuetudine ho svolto il lavoro in Corso Venezia dove oramai conosco a memoria le metrature della strada. Fatica si, ma credevo di dover affrontare problematiche più imponenti e quindi mi sono sentito rinfrancato dalla prestazione. Il giorno dopo 11 km di corsa lenta. Anche per questa distanza possiedo un percorso che conosco a memoria che è quello da San Michele a Montorio, passaggio sotto le colline per arrivare alle Ferrazze e ritorno a San Michele. Beh questo tragitto l'ho sempre percorso di giorno ma il tratto sotto le colline è completamente buio la sera, ma buio buio. Mancavano solo gli ululati dei lupi e qualche losco figuro che si aggirasse per aumentare l'ansia che mi ha aggredito.
Comunque sarà stata la paura o la gran forma ma ho corso questi 11 km a velocità invidiabile. Oggi invece ore 12 giretto di 10 km a corsa lenta in parte su sterrato. Una fatica micidiale! Penso e spero che la donazione di sangue di ieri abbia contribuito alla stanchezza o forse era solo una giornata storta. Due parentesi doverose: 1) Giovedi sera al cineforum hanno proiettato il film "Un giorno devi andare", beh sarà che non sono un grande esperto di pellicole ma mi sono annoiato in una maniera pazzesca. A metà film ho voluto dare speranza al regista sognando un secondo tempo in gran ripresa ma niente. Disaster! 2) All'ospedale, in occasione della donazione di sangue, ho visto, dai manifesti dell'ADMOR, che è stata variata l'età massima per diventare donatori di midollo osseo. Prima era 35, adesso 37. Beh ci penso un po' ma credo di aderire. Tanto vi dovevo, Davide.

martedì 22 ottobre 2013

E sale sale salirà.....

….quest’ansia che ci unisce… così cantavano Pino Daniele e Irene Grandi. Per me invece sale sale e salirà il chilometraggio domenicale. Questa domenica ho corso per 20 km circa e il percorso è stato svolto nella campagna intorno a Montorio e al suo splendido castello, spettacolare!
Tempo perfetto, bella gente, parecchi sportivi, colori autunnali tutt’intorno. Unica nota dolente qualche sparo di troppo dei cacciatori. Tornando agli aspetti prettamente sportivi, non ho avvertito nessuna particolare stanchezza né dopo la corsa né il giorno seguente. Non so se sia un dato necessariamente positivo in quanto dovrebbe essere normale, in questo momento della preparazione, risentire di qualche affaticamento. Comunque avanti così. Ieri sera invece seconda partita di calciotto con Quercia e prima vittoria contro una squadra giovane e grintosa. 3 a 1 il risultato finale che mi pare si possa considerare più che giusto. Tanto vi dovevo, Davide.

giovedì 17 ottobre 2013

Il post del reato.

Voglio essere sincero e rivelare ciò che di brutto ho commesso ieri sera. Ho commesso un reato tremendo, fra i peggiori. EH si, ho violentato! Ho violentato il mio corpo ad uscire per andare a fare le ripetute sui 1600 metri. L’ho fatto perché non ho avuto auto-controllo e ho come il presentimento che possa accadere di nuovo. Gran bella corsa però! Passo deciso, nessuna indecisione e buon fiato. Quindi ieri sera 11 km comprese le ripetute e poi alle nove e mezza, dopo una doccia veloce, mi sono fiondato al cineforum qui a San Michele. Davano “IL GRANDE GATSBY” ed ero parecchio curioso di vedere come fosse questa pellicola oltre che preoccupato di mettermi a dormire in ultima fila per la stanchezza post corsa.
No problem! Nessun problema avuto! Sveglio come un ragazzino la sera prima della gita a Parigi. Il film si è rilevato intenso e interessante, con una colonna sonora che mi ha fatto, a tratti, godere. Vi segnalo il singolo “KILL AND RUN” della cantante australiana “SIA”, una ballata con un crescendo very important. Oggi invece il programma prevedeva una corsa lenta dagli 8 ai 10 chilometri. Altro stupro, ma buona performance, anche se le cosce stanno reclamando un massaggio distensivo, visto che sono diventate croccanti oramai. Dalla prossima settimana ricomincerò anche a nuotare e a pedalare (cyclette?) ma il programma non è ancora stato stilato e non mi preoccupo. Mi preoccupo semmai, viste queste violenze, di non rimanere incinta! Quasi dimenticavo di segnalarvi anche l’uscita del nuovo album dei MORCHEEBA, “HEAD UP HIGH” che già al primo ascolto trasmette buone vibrazioni.
Quindi vista la stanchezza mi dirigo sul divano a sfogliare qualche rivista e ad ascoltare questo bel cd. Tanto vi dovevo, Davide.

martedì 15 ottobre 2013

Corsa e Calciotto

Il programma degli allenamenti prevedeva, per domenica, una corsa lenta tra i 13 e i 16 chilometri. Mi sono così recato alle 8 di mattina in località Marcellise dove, il Circolo Unicredit di Verona, organizzava un gara non competitiva con, fra gli altri, un percorso di 14 km. Probabilmente una delle corse più belle mai fatte prima. La giornata si è presentata splendente ma anche bella fresca alle otto di mattina. Devo dire che non mi ci è voluto chissà quanto tempo per riscaldarmi infatti il percorso prevedeva un primo tratto di salita bastardissima in mezzo ai boschi con un dislivello di tutto rispetto. Tutta fatica premiata da uno scenario unico e di estrema bellezza. La località in cui sono giunto è Castagnè e da li poi per arrivare a San Briccio, famosa anche per la festa del "Vino in corte" (bevuto niente l'ultima volta). Posti veramenti belli! La corsa, da un punto di vista meramente sportivo, è risultata fluida e costante e le sensazioni si sono dimostrate buone, soprattutto per le forze che ancora mi rimanevano dopo i 14 chilometri corsi.
Iera sera, invece, è iniziato il torneo di calciotto dell'Areasport, dove partecipo con una selezione di colleghi e ragazzi giovani nella squadra chiamata Quercia. Si è iniziato con un pareggio che ci lascia con un certo rammarico visto il gioco espresso ma che deve essere preso come un ottimo risultato, visto che a 2 minuti dalla fine perdevamo di un goal. Finale 2 a 2. Tanto vi dovevo, Davide.

giovedì 10 ottobre 2013

Repetita iuvant.

Le cose ripetute aiutano.... quindi avanti con gli 800 metri. I primi allenamenti pro-maratona danno discreti risultati a parte un ginocchio traballante. Ieri sera ho aperto le danze con un valzer di 10 km percorso nel buio del tratto che unisce San Michele Extra e Montorio Veronese. Di sera e di questo periodo ci sono posti decisamente più belli e rassicuranti da andare a visitare ma il traffico è poco e l'asfalto discreto. Devo ricordarmi di andare al LIDL e acquistare quegli aggeggi luminosi da applicare al braccio per farsi notare dalle automobili altrimenti rischio enormemente lo stiraggio. Questa sera, invece, si andava di ripetute come indicato dal titolo latineggiante. Quindi 3 km di jogging come riscaldamento muscolare, 6 volte gli 800 metri, e poi altri 3 km di defaticamento. Per questa sessione ho scelto come campo d'allenamento corso Venezia, che, per chi non lo sapesse, perchè non veronese, unisce il centro città con la periferia. Strada parecchio trafficata e particolarmente spoglia di qualsiasi forma di vita. Un percorso perfetto dove aspirare aria buona e non deprimersi.... eh eh eh COUGH COUGH! Una cosa buona c'è però!!! La nuova pista ciclabile: asfalto nero nuovissimo e livellatissimo, ampia "carreggiata" e lunghezza totale ... indovinate un po'?? 800 metri puliti puliti. E allora via! La tenuta è sembrata accettabile e tutti sono rimasti contenti. Una volta a casa pacchetto maxi di tortelloni ai porcini di "Giovanni Rana" e poi sound idilliaco dei NYSJE, acronimo di New York Ska-Jazz Ensemble. Ve li consiglio per una serata relax/allegro/spensierata. Tanto vi dovevo, Davide.

martedì 8 ottobre 2013

Programmazione invernale

E’ tempo di programmazione! Purtroppo la stagione del triathlon è finita in quanto non mi sarà possibile partecipare al triathlon di Lerici di domenica prossima per problemi tecnico-tattici. Quindi si svolta. La mia intenzione è quella di sfidare la gara delle gare. Prossima avventura: la Maratona di Siracusa il 26 Gennaio 2014. Il programma inizia mercoledì con le ripetute sugli 800 metri. Saranno serate complicatissime in cui dovrò lottare contro freddo, poca voglia, il divano e tentazioni varie. 16 settimane in cui mi allenerò 4 giorni alla settimana per questa sfida (mercoledi, giovedi, sabato e domenica). In questo periodo penso e spero di partecipare anche ad alcune mezze maratone nelle vicinanze di Verona come ad esempio la Mezza Maratona di Cremona del 20 Ottobre e/o quella di Ferrara del 27. Forza e coraggio allora, chiamatemi Forrest. Tanto vi dovevo, Davide

mercoledì 2 ottobre 2013

Lido delle Nazioni - Il post - Atto II

Riesco a ripartire con il mio mezzo a due ruote per quella che è la mia frazione più temuta e meno allenata. Quasi subito mi si affianca un anziano, giuro un anziano, che mi dice di seguirlo e fare gruppo insieme a lui. Penso che, vista l’età, lui non debba permettersi di pensare di poter stare al mio passo ed infatti nel giro di due chilometri lui mi sopravanza di circa 500 metri lasciandomi di stucco e privo delle mie certezze. Un famoso proverbio cinese recita: “ Mai fidarsi degli atleti sopra i 60 anni”. Tento di prendere un mio ritmo ma sono parecchi gli atleti che mi superano come se io avessi il freno a mano azionato e tento, ad ogni sorpasso, di congiungermi ai vari gruppetti. Ma non ci riesco, le gambe non rispondono, non sono abbastanza allenate e ho il terrore di spingere troppo e non terminare l’intera gara. Per rendere il tutto un quadretto disastroso, ci si mette anche il tremendo crampo allo stomaco che mi prende appena dopo circa 5 chilometri. Ne restano ancora 35 da fare in bici ed io ho un dolore lancinante . Tento di combattere contro tutto questo ingerendo dei gel energetici, ma la cosa mi fa solo peggiorare la sensazione di malessere. Riesco piano piano a trovare una postura che mi toglie i dolori ma è già arrivata l’ora di scendere dal mezzo e iniziare a correre. Tempo 1 h e 21 minuti. Scendo dalla bici e imposto i primi 200 metri a buona andatura quando il dolore si eleva alla ennesima potenza. Qualsiasi cosa faccia mi crea dolore, anche stare fermo a pensare. Continuo comunque a correre ed inizio a pensare sul da farsi: 1) Mi fermo e mi ritiro così il dolore se ne andrà il prima possibile 2) Continuo la gara ma lo faccio camminando per 10 km 3) Continuo a correre esponendo pubblicamente i miei ATTRIBUTES e cerco di dare un senso alla giornata sportiva. Opto per questa ultima opzione e mi spingo oltre i limiti corporei. Vengo sorpassato da chiunque, atleti incredibili, alieni, ragazze della porta accanto e gente sovrappeso. Tutto ciò abbatterebbe chiunque ma rimango concentrato e decido di finire decentemente la gara. Ad ogni rifornimento smetto di corricchiare e bevo e mi rinfresco ma ogni giro (totale 4) è un’andata e ritorno dal girone dell’inferno dei malati di stomaco. All’ultimo giro inizio, paradossalmente, a stare meglio e a far girare decentemente le gambe, ma oramai vedo il gonfiabile del fine gara. Arrivo senza alcun tifoso che mi inciti e senza alcuno che si sia curato del mio arrivo ma mi sento comunque gasato come se in quel momento la passerella finale fosse stata inserita all’interno del Giant Stadium di fronte a 100.000 persone. Tempo 55 minuti (un disastro). Totale gara: 2h 54 minuti. Barcollo e sono contento. Sono stanchissimo ma appagato. Penso che necessiterei di ingerire del cibo per recuperare delle energie ma non mi riesce nemmeno a bere. Stomaco chiuso per ferie! Mi incammino quindi verso l'auto con il mio fagotto e inizio già a pensare alla prossima volta, si perchè il giocattolo mi è piaciuto e ne voglio conoscere tutte le potenzialità. Il tragitto del ritorno a casa è un'avventura magnifica. Sole splendente di fine estate, colonna sonora speciale e tanta splendida stanchezza. Ho il tempo di analizzare ciò che è successo e ritengo di aver fatto una gran cosa, già solo a partecipare e soprattutto a rimanere sotto le 3 ore. Naturalmente per fare meglio ho il dovere di allenarmi di più, con programmazione e costanza e già esserne coscienti è un punto di partenza ottimo. Adesso sto pensando se partecipare al triathlon sprint che si terrà domenica 13 Ottobre in quel di Lerici, devo affrettarmi nella decisione non manca molto. Vi farò sapere! Tanto vi dovevo, Davide (un triathleta, ah ah ah ah ah ).

domenica 29 settembre 2013

Lido delle Nazioni - Il post - atto I

Domenica scorsa è andata in scena, in località Lido delle Nazioni, una delle cose più straordinarie e complicate della mia vita: il TRIATHLON OLIMPICO del Lido delle Nazioni. Sveglia che suona particolarmente presto quella domenica mattina e, le forze per alzarsi dal letto, sono praticamente nulle, infatti la vigilia è risultata parecchio movimentata e le conseguenze dell’infausta giornata si sentono tutte. Consumo una breve e semplice colazione perché non ho nessuno stimolo di ingerire alcunchè. Carico borsa e bici sulla ammiraglia della mia flotta e mi dirigo verso il mare Adriatico. Da questo momento in poi, fino all’arrivo, vivrò un viaggio parecchio alienante. Musica a tutto volume ed io che mi perdo nei miei pensieri e nelle mie fantasie più incredibili e assurde. Nella mia mente raggiungerò galassie lontane e pianeti mai visti prima, esseri inauditi e terre delle più disparate. Fortunatamente la voce elettronica del tom tom qualche volta mi riporta sulla terra con le proprie parole: “ FRA CENTO METRI SUPERARE LA ROTONDA, SECONDA USCITA!”. Una volta a destinazione scendo dalla macchina per ritirare il pacco gara ma mi presento alla reception dell’hotel con due occhi impresentabili, quelli che tempo fa avrei chiamato “occhi bancomat” perché talmente chiusi che solo una tesserina possiede una misura del genere. Il pacco gara contiene praticamente solo oggetti per affrontare la gara ma anche una maglietta aderentissima da pornostar americana anni 70/80. Il prossimo carnevale so bene come vestirò. Raggiungo la zona cambio in assoluto e larghissimo anticipo, tanto che il mio stomaco decide di darmi del lavoro da svolgere ed inizia a brontolare e io necessito di raggiungere urgentemente una toilette. Purtroppo i problemi che ho avuto il sabato mi si ripresentano anche il giorno della gara e so benissimo che sarà una giornata complicatissima. Lentamente mi metto a preparare il mio abbigliamento e tutta l’attrezzatura per la lunga agonia. Inoltre non conosco nessuno e i triathleti, al momento, ad eccezione di qualche raro caso, risultano essere particolarmente poco socievoli se non fra ristrette cerchie. Nessuna problema, sono venuto qui per infilzare una bandiera nelle vette del triathlon e nessuno me lo impedirà anche se senza tifosi e senza alcun supporto. Giunge mezzogiorno e ci rechiamo sulla spiaggia per partenza. Qui ritroverò un mio amico e compagno di qualche battaglia calcistica, Mattia del Peschiera triathlon, che alla fine giungerà in ottima posizione e resterà nel prossimo futuro un esempio da seguire e imitare. La partenza è suddivisa per 4 gruppi, un po’ come l’altra mia unica gara: 1) i fenomeni 2) i più che discreti 3) i defunti 4) le donne. Vorrei tanto dirvi che sono partito in prima o seconda batteria (opzione per la quarta) ma purtroppo la mia realtà è definitamente quella della terza batteria tanto che fra i suoi componenti mi sento a mio agio e mi è possibile fare amicizia. Si parte! La bagarre iniziale in acqua è sempre così incredibile e difficile da affrontare ma anche tanto comica che i primi 200/300 metri risultano volare in un battibaleno, il che mi da la possibilità di trovare una mia posizione lontano da manate e gomitate indiscrete. La prova in acqua prevede un percorso all’interno di una scogliera artificiale che permette alle onde di non disturbare troppo anche se, nei tratti in cui la scogliera non è presente, le bevute sono una certezza, per colpa delle acque agitate. Raggiungo comunque in 32 minuti circa e in qualche modo la riva. Ma …….. nel momento in cui cammino nell’acqua vengo assalito da crampi ad entrambe le coscie. M I C I D I A L E. Faccio proprio tanta fatica a mettere una gamba davanti all’altra ma mi sento così mal ridotto ed in imbarazzo che tento di mascherare il dolore e proporre una camminata che possa risultare decente. Poi penso anche che le gambe devo ancora iniziare ad usarle e avere i crampi già subito è una situazione che mi abbatte psicologicamente. To be continued

domenica 22 settembre 2013

Triathlon olimpico......... ce l'ho!

Ho portato a termine un triathlon olimpico! Lido delle Nazioni conquistato! Questo è il succo di tutto, ce l'ho fatta! Non sono mancate le problematiche ma forse sono proprio quelle a rendere l' "impresa" ancora più soddisfacente. Avreste dovuto vedermi all'arrivo risultavo incontenibile dalla felicità e con ristrette capacità motorie e dialettiche. Il post della gara naturalmente lo preparerò nei prossimi giorni perchè adesso non è proprio cosa, visto che sono una balenottera spiaggiata con l'intenzione di dormire fra esattamente 5 minuti. Fra l'altro se non riposo immediatamente, domani mattina al lavoro ci andrò solo con il teletrasporto. Tanto vi dovevo, Davide.

sabato 21 settembre 2013

Vigilia del Lido delle Nazioni.

Le chiacchere stanno a zero, è ora di gettarsi nella mischia e battagliare per raggiungere l'ambito traguardo. Questa mattina il mio corpo ha deciso di comportarsi molto male nei confronti della mia vigilia pre-gara proponendo fortissimi dolori allo stomaco ed un'emicrania perfida e insistente. Sono stato parecchio male come dopo una serata a vent'anni quando presenziavo nei locali pre-disco, in disco e in finale dallo sporco a mangiare piadina e patate fritte. L'unica cosa che sono riuscito a fare oggi è quella di recarmi al supermercato a procurarmi i gel energetici visto che nella mia unica precedente gara ne ho proprio sentito la mancanza. C'è solo da preparare la borsa e la bici ed è meglio farlo subito piuttosto che domani mattina quando le cose risultano essere parecchio più complicate. Comunque la sfiga dovrebbe essere esaurita e domani sarà una gran festa ne sono sicuro, oltre che una gran faticaccia. Ai prossimi giorni per il commento alla gara! Tanto vi dovevo, Davide.

giovedì 19 settembre 2013

Post triste

Le giornate appena trascorse e questa in cui sto scrivendo sono state caratterizzate da parecchie difficoltà sia umorali che energetiche. Sarà stato il repentino cambio del clima, sarà che ho finito la cura di vitamine o sarà perché ti amo ma sto facendo parecchia fatica a fare qualsiasi cosa. Se non lavorassi in un ufficio in cui è gradita una discreta presenza, penso che adesso avrei la barba lunga un chilometro e mi muoverei per il mondo con addosso solo il pigiama e calcolando che dormo con solo le mutande penso che la situazione potrebbe diventare raccapricciante. Questo stato d’animo non dovrebbe apportare grossi cambiamenti atletici per quello che riguarda la gara di domenica anche perché quello che è stato è stato e non credo che la preparazione possa cambiare di molto, anche se il mio umore non è al top. Rileggendo il post relativo al pre-gara di Lavarone mi è tornata la voglia di tentare di indovinare i tempi relativi ad ogni frazione (l’altra volta ho quasi indovinato tutto ma ho cannato i tempi della bici). Questa è la mia previsione per la gara di domenica 22 a Ferrara Lido delle Nazioni: Nuoto: 30 minuti Bici: 1h e 15 minuti Corsa: 52 minuti Questa volta non dormirò in loco quindi dovrò alzarmi presto e partire in direzione Lidi ferraresi e sarà quindi una gran bella tirata. Se qualcuno non avesse impegni e volesse unirsi al viaggio non faccia altro che contattarmi o venga a suonare il citofono in Piazza del Popolo. Tanto vi dovevo, Davide.

venerdì 13 settembre 2013

L'attività prosegue

Ieri sera ho testato la condizione in vasca per vedere come va con il chilometro e mezzo, e direi che ci siamo. Stasera ho provato a sentire come girano le gambe nella corsa e il test sui dieci chilometri non è stato malvagio a parte il toast che mi si riproponeva per la prima metà della sgambata. Perchè faccio ciò? Perchè sono terrorizzato di non avere le distanze nelle mie possibilità per la gara di domenica 22. Sto attraversando un periodo con pensieri negativi relativamente allo sport e so che se la mente mi fosse un po' più amica probabilmente le cose potrebbero andare decisamente meglio. Comunque tutto procede secondo programma e mi rendo conto che mi sto facendo un sacco di problemi e che quando sarò in gara tirerò fuori THE ATTRIBUTES. In questi giorni sto anche decidendo che cosa fare dopo questa prossima gara e a breve termine pensavo di tentare un'ultima gara di uno Sprint i primi giorni di Ottobre. Mentre pensavo che, Novembre, Dicembre e Gennaio li potrei dedicare alla preparazione della mitica Maratona di Siracusa, visto anche che l'anno scorso mi è andata buca per colpa di un ginocchio che non mi dava pace. Quest'anno non voglio mancare, prendo l'occasione di andare a trovare mia sorella che si è trasferita in Sicilia, festeggio con la sua famiglia il nuovo anno e faccio prendere al mio stomaco la dolce forma di un cannolo gigante. Baciamo le mani! Tanto vi dovevo, Davide

martedì 10 settembre 2013

Gambe stanche.

Domenica scorsa ho dedicato interamente i miei sforzi all’allenamento su bici. Sono partito da casa per raggiungere i miei genitori a san Giovanni Ilarione che dista 40 km, con l’ultimo chilometro particolarmente impegnativo. Purtroppo, per gran parte del tempo, ho dovuto pedalare con forte vento contro ma le medie si sono dimostrate comunque discrete. Al trentesimo chilometro ho avvertito un senso di debolezza e di stanchezza inaudito forse dovuto al fatto che la sera prima non ho cenato anche se la colazione ingurgitata sembrava potesse bastare. Mi fermo a bere un caffè e mangiare una brioche con il cioccolato, faccio due chiacchere con la signora anziana che stava controllando i necrologi sul giornale L’Arena e, sentendomi fortunato, provo la fortuna con una gratta e vinci. Niente, come al solito. Una volta raggiunta la meta sono distruttissimo, sarà dovuto al fatto che il giorno prima ho pedalato parecchio per i miei standard, ma mi sembra eccessivo. Per fortuna che c’è la mamma! Due etti di spaghetti e rinasco. Nel tardo pomeriggio riparto in direzione San Michele Extra e sfruttando la pendenza a mio favore ci piazzo 40 km a una media velocità di tutto rispetto. Sono contento. Ecco, da qui in poi però la mia felicità sportiva andrà scemando sempre più, perché inizio ad essere stanchissimo. Lunedi mi pare di avere dei problemi motori gravi e questa mattina non riesco ad alzarmi dal letto per la corsa mattutina prevista. infatti in questo momento vi sto scrivendo dal letto, perché gli occhi non riesco a chiuderli ma le gambe non vogliono sapere di levarsi. Per penitenza stasera combinerò insieme nuoto e corsa per rispettare in pieno i programmi, anche perché Il Lido delle Nazioni si avvicina prepotentemente e io non sono pronto. Dai dai dai dai dai ! Tanto vi dovevo, Davide

sabato 7 settembre 2013

Runner postino

Mi trovo in una fase di allenamenti pesanti e per cui ogni momento può essere buono per fare del movimento. Questa mattina mi sono svegliato presto per cavalcare la bici e trotterellare fino a Castelnuovo del Garda. La strada che ho fatto all'andata è un percorso che amo perchè bello e perchè è ricco di ricordi, di quando da giovane, lo attraversavo con il mio scooter e mi dirigevo in campeggio. Il tragitto passa attraverso il paese di Sona, con la sua micidiale salita, per poi giungere a San Giorgio in salici e poi in direzione Castelnuovo d/G. Superlativo! Il contachilometri segnava alla fine quasi 60 km di strada con una media superiore ai 30 km/h, come desideravo. Arrivato a casa ho smesso la tutina da ciclista per indossare gli abiti da runner. Ho preso l'occasione di andare in posta corricchiando per ritirare una giacenza. Quando c'è una giacenza in posta puoi stare tranquillo che si tratta di una multa. Assioma numero uno delle cassette postali. Raggiungo l'ufficio vicino casa mia e, bello sudato, attendo il mio turno. Purtroppo l'impiegato mi fa notare che ho sbagliato agenzia, quella giusta è lontana circa 3 km. A quel punto decido di prendere in mano documento d'identità e tagliandino per andarci. Il percorso lo attraverso ad una discreta andatura e quando apro le porte dell'agenzia sono una maschera di sudore, ma il bello è che non me ne importa nulla ed effettuo la mia operazione. Nel frattempo allo sportello di fianco, un anziano insulta le impiegate perchè a suo dire non sanno fare il loro lavoro. Avete mai notato che negli uffici e dove c'è una coda gli unici a lamentarsi sono sempre le persone sopra una certa età?!? E' come se ad un certo punto scattasse qualcosa nell'essere umano in cui decidi di sfracassare le scatole a tutti i lavoratori. E' per questo che, secondo me, l'Esselunga ha inventato il servizio di recapitare la spesa a casa agli anziani. Comunque nel frattempo l'impiegata è tornata con il mio pacco da ritirare e ............ NON E' UNA MULTA!!! Le avrei dato un bacio ma ero improponibile. Il ritorno a casa mi ha visto correre con in mano documento d'identità, tagliandino e pacco con documenti. Questo per dirvi che se per caso notaste per strada un "runner" che sembra un postino, salutatemi perchè sono io! Tanto vi dovevo, Davide.

giovedì 5 settembre 2013

Pensieri post gara

La gara di Lavarone ha evidenziato quelli che sono i miei punti deboli e ha solcato la strada che devo percorrere per continuare a gareggiare nella multidisciplina. Innanzitutto devo imparare ad andare in bici ed allenare di conseguenza le gambe in questo movimento. Purtroppo le uscite fatte, sono state poche e i risultati si sono visti , anche se, di conseguenza, il fatto di aver concluso decentemente la frazione ciclistica, fa be sperare per la grinta che ho dimostrato. Nei prossimi 17 giorni devo mantenere una rigida costanza negli allenamenti per affrontare la gara olimpica, che a questo punto, rappresenta un serio ostacolo nel mio percorso sportivo, come una bestia di agghiaccianti fattezze con una ferocia inaudita da affrontare con uno spadino nemmeno affilato. Infatti le frazioni della gara di Lido delle Nazioni saranno tutte raddoppiate rispetto all’ultima manifestazione, il che mi fa pensare che anche questa volta sarà già una fantastica impresa raggiungere il traguardo sorridente e felice. Altra cosa da fare nel prossimo futuro è dedicarsi attentamente ad una alimentazione corretta, che non preveda le grandi abbuffate, che non lasci spazio ad abitudini malsane e che respinga con estrema durezza le splendide tentazioni delle dee del luppolo, che, come per Ulisse, diventano musiche celestiali alle quali è impossibile resistere. Questione di mentalità! La situazione è comunque buona, il mio umore è alto, la condizione piano piano migliora e di conseguenza anche le prestazioni. Tanto vi dovevo, Davide.

martedì 3 settembre 2013

Lavarone - Il post - Atto II

Riparto dalla zona cambio non senza difficoltà, infatti non riesco ad incastrare gli scarpini nei pedali e perdo così altre posizioni ma faccio fatica a quantificarle in quanto sono troppo concentrato a guardare in basso, nel tentativo di sistemare questa situazione, che sta diventando imbarazzante. Dopo qualche centinaio di metri riesco nell’intento e affronto quella che si rivelerà la mia frazione più debole. Il primo chilometro è realmente piacevole, si passa in mezzo al bosco in leggero falsopiano in discesa e pedalare è quasi come andare a casa di Heidi per il the delle 5. Non faccio nemmeno in tempo ad immaginare che biscotti inzuppare che si staglia di fronte a me una bella e importante salita. Mi metto di buona lena e salgo ma le cosce sono già brace ardente anche perché credo di avere sbagliato rapporto di salita. In cima trovo qualche tifoso ed un vigile che mi guardano, non parlano e non muovono un muscolo. Non dico che mi aspettassi di scalare i Pirenei tra due ali di folla ma almeno un pochino di incitamento, quello si! E allora decido di gridare io a loro: DAI DAI DAI DAI! Via giù a bomba per una discesa bella pendente, ma se tanto mi da tanto, dovrei trovare una corrispettiva salitona. Qui vengo passato da tanti atleti che pareva stessero partecipando con le bici a pedalata assistita. Mi serve del tempo per capire che questi simpatici tizi non erano altro che i fenomeni partiti nella prima batteria e che quindi mi stavano semplicemente doppiando. In questo primo giro (di due), tante saranno le occasioni per perdere del tempo: rischio di cadere in una salita veramente ripida per non avere calcolato bene il rapporto del cambio; mi fermo a colloquiare con i medici dell’ambulanza perché ho visto un atleta sfracellarsi su di un muro ad una curva; saluto un gruppo di attempate signore che alla fine di una salita mi dicono ad entrambi i giri: “ghe n’è altri 3 chilometri de salita giovane, forsa!” , MITTTTICHE; scambio ad ogni bivio una battuta con gli addetti alla gara; continuo imperterrito il mio incitamento al contrario, cioè, incito io il pubblico con il mio “VAI VAI VAI”. Devo dirvi che un percorso così difficile non me l’aspettavo proprio e di sicuro il mio corpo non è attrezzato per dargli il rispetto che merita ma battaglio parecchio contro le avversità. Raggiungo in qualche modo l’ultima salita e vedo davanti a me un ragazzo della mia stessa squadra conosciuto alla partenza. Sinceramente credo stesse peggio di me anche perché con 6 pedalate si muoveva di mezzo metro. A questo punto lo passo a velocità doppia e lo incito invitandolo a seguirmi per accompagnarlo nell’ultimo tratto. Chiamatemi Guaranà! Il mio amico si alza sui pedali, rinato e sorridente e si mette alla mia ruota. Finita la salita affrontiamo la discesa pensando che sia finita la frazione…. e invece no, altra salita! Lui educatissimo sfoggia un “E LA PEPPA” ed un “CAZZOLINA” e aggiunge: “NO, UN’ALTRA SALITA NO, NON CE LA FACCIO!” . Arriviamo comunque insieme alla seconda zona cambio. 55 minuti per questi 20 km. No comment! Vedo Camilla che mi sta filmando e mi grida finalmente un “DAI DAI DAI”, mi ringalluzzisco. Infilo le ginniche e via per nuove avventure. Due giri da 2,5 km. Cosa vuoi che sia? Improvvisando i primi passi, provo la sensazione forte di aver calzato due lavatrici e non due Nike. Mi sposto zoppicando su entrambe le gambe, vi giuro può succedere! Necessiterei di una SPA, di un lettino, di un cocktail con ombrellino, un club sandwich e musica lounge di contorno. Ma affronto la battaglia! Pare che finalmente ci sia un po’ di piano. Giro l’angolo e: DISCESONA, DISCESONA, DISCESONA. Giro un altro angolo e: SALITONA, SALITONA, SALITONA. Passo qualche atleta, incredibile! Ma è anche il momento che perdo la milza. Male, veramente male! Faccio amicizia con la vigilessa e il signore con la bandiera fra la discesa e la salita, in sostanza me la faccio passare sdrammatizzando. Affronto l’ultima asperità dando un cinque alla signorina che continuava a dirmi: “tieni la destra, tieni la destra!” e girato l’angolo vedo il gonfiabile dell’arrivo, è fatta! Passo davanti alla speaker e le grido il mio nome e lei, carinissima, mi accompagna incitandomi per i miei ultimi 50 metri, approcciandoli con una corsa che parrebbe quasi fresca e rido. C’è Camilla ad aspettarmi dietro la linea e faccio ciò che forse gradisce a metà, le do un bel bacio ma sono sudato in ogni dove e sicuramente non profumo di violette e roselline. Allego foto del sudore cristallizzato.
Credo di averci messo 27 minuti per 5 km. Vabbè non un granché, anzi, ma sono felicissimo, come quando striscio il badge il venerdì sera per uscire dall'ufficio. Finito, ce l’ho fatta! Obiettivi tutti raggiunti! Ringrazio i miei sponsor: BIRRA MORETTI, FRANZISKANER, HEINEKEN, CIOBAR, COSE DI CASA, PEARA’ TAKE AWAY DI ALFREDO E FIGLI e il BAR ASSO. Tanto vi dovevo, Davide.

lunedì 2 settembre 2013

Lavarone - Il post - Atto I


E' sabato mattina quando carico la bici e la valigia sulla mia utilitaria e mi dirigo verso le montagne trentine. Camilla è stranamente, ma fantasticamente puntuale e porta con sè una focaccina made in Grezzana impastata con lievito madre, che si rivelerà fondamentale, oltre che gustosa, durante le code sulla Brennero Modena. Durissimo il tragitto, soprattutto al passaggio delle varie stube e osterie collocate sul percorso, visto che la mia coscienza insisteva nel ricordarmi che mi trovavo in gita per motivi sportivi e non per gozzovigliare. Raggiungiamo Lavarone, giusto cinque minuti prima della partenza del Triathlon sprint con mountain bike, che riusciamo a gustarci sulla terrazza dell'albergo che domina il lago.
Il mio primo triathlon che vivo in diretta e che mi crea anche parecchia agitazione, a fronte della scarica di manate che vedo volare nella tonnara iniziale della frazione di nuoto. Il primo ad uscire dall'acqua, devo ancora verificare, ma credo fosse Massimiliano Rosolino, visto che esce dall'acqua in 8 minuti (750 metri in 8 minuti ecchecaspita!) e comunque tanti altri atleti lo stanno inseguendo con un ritmo infernale. Io, per non pensare troppo al fatto che anche la mia gara di domani vedrà partecipare parecchi fenomeni, mi accomodo seduto al sole con un'ottima birra alla spina. Pensate che la cameriera ha cercato di spinarmene una piccola, ma non ho dovuto nemmeno parlare per farle capire che stava commettendo un gravissimo errore socio/eno/psicologico. Il tempo è molto instabile quindi decidiamo di spostarci e di andare verso l'hotel per riposare e prepararci per la cena. Il mattino la sveglia suona presto così da permettermi di ingurgitare la luculliana colazione dello sportivo ma ho lo stomaco completamente chiuso! L'agitazione si è impadronita di me e non mi abbandonerà fino allo start della gara. Fra l'altro i miei commensali avranno parole rinfrancarti per me quali: "fai la gara oggi? secondo me sei matto!" " ragazzo, non ti invidio per nulla" . Comunque, esco a prendere una boccata d'aria e..... inizia a piovere. ECCEZIONALE!
Mi dirigo così "allegramente" verso la segreteria per il ritiro del pacco gara, dove mi consegnano il numero 204! Una volta lì capisco che la gara verrà divisa in tre batterie; la prima: i fenomeni, la seconda: le signore, la terza: i defunti! Non sto nemmeno a dirvi dove sono stato collocato, anche alla luce delle mie capacità di comunicare senza parlare già mostrate con la cameriera. La mattinata scorre nell'attività di preparazione delle due zone cambio; la prima collocata nelle vicinanze del lago dove viene posizionata la bici, l'altra in località Gionghi, nella piazza, dove vengono appoggiate le scarpe per la corsa. Iniziano anche ad arrivare tutti gli atleti che presentano, per la stragrande maggioranza, dei fisici da far invidia al caro e vecchio Maciste. Non mi faccio condizionare e cerco di fare la loro amicizia per estrapolare qualche segreto per la gara. Conosco così ragazzi molto simpatici ma soprattutto una ragazza, che, vedendomi messo veramente male, mi spiega tutto quello che devo fare per la mia preparazione. Grazie ...... non ricordo nemmeno il tuo nome! Una volta effettuata la vestizione (body corsa sotto la muta) mi dirigo verso il lago, stiamo per partire! Vedo Camilla, che dal balcone ha il suo bel da fare per mantenere la propria posizione privilegiata, così da riuscire a fare delle ottime foto/video. Sono in totale confusione, mi accorgo anche di aver dimenticato il mio orologio satellitare e in quel momento mi sento affranto come se da quello dipendesse o meno la guerra in Siria. Avanti mi dico! Mi avvicino all'acqua, ci metto il piede dentro e ...... Indietro mi dico! La giuria dichiara una temperatura di 19 gradi ma avranno sicuramente usato un metro di misura di un paese anglosassone perchè è gelata! Mi schiero in prima fila, do un'occhiata a Camilla per una sorta di rassicurazione e... tre... due... uno ... VIA.
Mi tuffo e inizio a sbracciare, ho freddo, quello davanti mi piazza subito un piede in bocca, bevo, quello di fianco mi piazza una manata in faccia, visto che ci sono, ribevo, quello dietro mi tira per i piedi, ecchec...o! Decido quindi di sbracciare forte e di scalciare come dovessi rinviare un pallone dalla mia area di difesa. Nessuno mi tocca più ed inizio a prendere il mio ritmo. Faccio fatica a vedere le boe, ma nuoto a sandwich fra tante persone e decido di seguirli, senza pensare troppo a dove mi stanno portando. Giriamo alla boa di metà e non sono messo malissimo, mi accorgo di nuotare meglio di tanti altri e di avere qualche margine per aumentare il ritmo. Così faccio ma questo mi porta a fianco a fianco con il mostro di Lavarone, un essere acquatico di oltre un quintale che non riesce ad avere una direzione lineare e che continua a sbattermi contro e di conseguenza farmi perdere ritmo. Riaumento il ritmo per cavarmi da questa situazione imbarazzante e mi dirigo verso la spiaggia. Metto giù i piedi e 1) calpesto delle sostanze viscide e avvinghianti che mi provocano una sensazione orrenda 2) la pressione per un attimo mi scende e barcollo tanto da dovermi appoggiare alle strutture. Mi riprendo comunque immediatamente e mi spingo di corsa verso la zona cambio dove vedo Camilla pronta a filmarmi mentre io le urlo: "non sono ultimo, non sono ultimo!". 13 minuti e 59 secondi, dai non male. Supero qualche atleta in questo tratto ma da questo momento alla partenza in bici perderò circa 25 posizioni. La muta non si sfila, le calze non entrano, le scarpe non le trovo.... Decido di partire e affrontare il temibile percorso bici preparato dall'organizzazione. A presto per la seconda parte! Un'ultima cosa, portate pazienza per le foto, sto cercando di capire come caricarle!

domenica 1 settembre 2013

Sono vivo!

Per la scelta di questa post mi sono fatto aiutare dal tenore degli sms che mi sono arrivati dopo la gara, infatti in ognuno mi veniva chiesto se fossi ancora vivo. Si sono vivo e felicissimo. Sono riuscito a portare a termine una gara di triathlon sprint. In questo momento però ho grossissime difficoltà motorie e non vedo l'ora di andare a dormire quindi vi rimando ai prossimi giorni per il racconto dettagliato della gara. Gran cosa! Tanto vi dovevo, Davide.

venerdì 30 agosto 2013

Praticamente.... ci siamo!

Domani mattina piazzo la bici in macchina, carico borse borsine e borsette e mi dirigo nella splendida località di Lavarone. Ho deciso di dormire in loco per potermi svegliare ad un orario decente e non farmi venire le ansie poche ore prima della gara. Ho prenotato una stanzetta all'hotel "AL LAGO" proprio in zona partenza, comodo comodo. Quali sono le aspettative per questo week end sportivo? Innanzitutto spero di conoscere un po' di gente, soprattutto gli atleti della mia squadra che ancora non conosco; mi auguro di divertirmi parecchio sia durante la gara che nei momenti di contorno; poi per quello che riguarda le prestazioni, direi che mi aspetto principalmente di arrivare fino alla conclusione e di arrivarci in condizioni decenti. Nessun altro obiettivo per questa gara! Fra l'altro, le previsioni del tempo per quella giornata, danno pioggia, quindi altro obiettivo è quello di non schiantarsi in bici in qualche umida discesa visto che sono un ottimo ricercatore di situazioni imbarazzanti e pericolose. Provo ad indovinare i tempi delle varie frazioni per poi confrontarli quando avrò i dati ufficiali. Nuoto: 15 min con incognita temperatura lago e muta, bici 45 min con incognita salite e discese (non credo che sarà un tragitto pianeggiante a Lavarone), corsa 25 min con incognita stato di salute dopo nuoto e bici. Credo mi farò molti amici nei punti ristoro e per i quali aprirò un post dedicato (titolo: viaggio nei punti ristoro) perchè sono dei luoghi mistici in cui può accadere di tutto e in cui puoi incontrare soggetti appartenenti ad altre galassie. Ci siamo quindi, inizia il film, buona visione a tutti! Tanto vi dovevo, Davide

giovedì 29 agosto 2013

Si può andare a 30 km/h!!!

Partendo dal presupposto che non so una bella fava di ciclismo se escludiamo le pedalate con la holland nera e cestino in centro a Verona; mi domandavo in questi giorni antecedenti la gara se sarò mai in grado di tenere il ritmo di 30km/h per circa 20 km. Fino ad ora ho sempre fatto uscite su percorsi con salite micidiali che non mi hanno mai dato la vera prospettiva della mia preparazione atletica. Ieri quindi sono andato sul circuito San Michele-Montorio costuituito da un anello di circa 10 km (da fare 2 volte) per testare le mie capacità. Nonostante il traffico e la mia inadeguatezza alla guida ve lo posso dire: si può andare a 30 km/h per 20 km filati. Sinceramente vi dico che alla conclusione avevo lo stesso sorriso di un bambino la mattina di santa Lucia. Adesso c'è da capire se la scia con qualche altro atleta possa darmi anche qualche altro vantaggio in termini cronometrici e se la nuotata, che precederà questa frazione, mi stancherà così tanto da non permettermi questi tempi. No problem, oggi sono felice per il traguardo raggiunto, il resto si vedrà. Piccolo appunto: ho scoperto che i ciclisti quando si incrociano per strada si salutano tutti (o quasi) e io sto diventando il campione del mondo di saluto su bici. Saluto tutto ciò che si muove su due ruote come se non fossi mai uscito di casa per millenni. Tanto vi dovevo, Davide

lunedì 26 agosto 2013

Punto della situazione

Domenica c'è l'esordio e gli allenamenti procedono come da programma, anche se si potrebbe fare sicuramente qualcosa di più. Giovedì ho provato i 1500 in vasca visto che ho trovato una bella corsia tutta per me e poi mi sono fiondato per un 8 km circa di corsa ben sostenuta, eccellente! Il giorno dopo ho tentato la scalata in bici della lessinia. Sono partito con l'intento di raggiungere Cerro veronese situato a 700 m circa s.l.m. ma una volta arrivato in piazza mi sentivo veramente bene e ho deciso di provare ad arrivare fino a Bosco Chiesanuova. Perchè? Perchè la segnaletica indica solo 4 km di distanza. ok, ma dovrebbero fare della segnaletica per ciclisti e avvertire che sono si 4 km ma con quelle salite sono come 15. Comunque, raggiunta Bosco a 1.100 m.s.l. alle ore 14. Sensazioni? Fame, sete e distruzione generale. Ma in piazza centrale della chiesa noto la scritta "Augustiner-Bräu München". F A V O L O S A! Sarei rimasto seduto al bar per sempre. Una volta tornato a casa ho registrato 60 km circa che per ora è la distanza più lunga in bici mai percorsa ma che vale sicuramente ben più del dato in sè. Ultima considerazione, l'estate pare avermi abbandonato nel momento più importante. Caspita devo fare una gara di nuoto in un lago in montagna e la temperatura che fa? si abbassa di almeno 10 gradi! Che poi a Lavarone, se continua così, sarà proprio una bella cornice da "tana delle tigri". Per l'occasione spero di portare a casa anche un bel book fotografico della gara. Tanto vi dovevo, Davide

lunedì 19 agosto 2013

Gran nuotata

La doppietta di ieri mi ha un po' stancato e stasera non avrei mai creduto di riuscire ad allenarmi in vasca. E invece... e invece mi sono fiondato allo Sporting, ho trovato una bella corsia tutta per me e ho sfoggiato una prestazione di tutto rispetto. Bel riscaldamento e parecchie ripetute sui 50, 100, 150, 200 m. Ora sono a casa che aspetto l'arrivo del diluvio universale e sto pensando se scendere in gelateria e farmi una bella coppetta con mascarpone/nutella e stracciatella. Che faccio? Vabbè non pensiamoci. Domani mattina è prevista corsa con ripetute sui 200, 400 600, 800 per non so quante volte. La corsa al mattino è drammatica sia per il sonno che si ha addosso che per le ginocchia che non ne vogliono sapere di sciogliersi prima di 2 ore ma la colazione diventa un momento eccezionale. Fame micidiale con una sorta di assegno in bianco per poter mangiare tutto quello si trova in frigo. WOW! Tanto vi dovevo, Davide

domenica 18 agosto 2013

L'avvicinamento a Lavarone.

Il comitato organizzatore del triathlon sprint di Lavarone ha dichiarato su facebook che non è possibile sapere in anticipo se si dovrà utilizzare la muta o meno. Bene! Questo mi ha fatto ricordare che io la muta nemmeno ce l'ho e che sarebbe un peccato andare fino in provincia di Trento per poi dover tornare a casa senza nemmeno iniziare la gara. Quindi mi sono fiondato da Decathlon per sistemare la situazione e cercare di non spendere un granchè. La muta adesso ce l'ho e ho speso poco più di 20 euro ma nutro parecchi dubbi sulla funzionalità dell'attrezzo, un po' perchè la muta è strettissima, un po' perchè è fatta a maniche corte che potrebbero inficiare la nuotata, un po' perchè non so nemmeno di che materiale sia e se possa fare troppo caldo durante la nuotata. No problem! Giovedi o venerdi andrò sul Lago di Garda a testarla e vedere se tagliare le maniche. Andrà sicuramente tutto bene! Passando agli allenamenti voglio sottolineare l'allenamento di stamattina con un 1,5 km di nuoto e 11 km di corsa. Se in vasca niente di che, la corsa è stata una prestazione di tutto rispetto, con gli ultimi 6/7 km fatti sull'asfalto incandescente nelle ore più calde della giornata. Qualche svarione mi ha fatto leggermente preoccupare soprattutto quando ho iniziato a visualizzare fontane di acqua corrente dove invece esisteva solo un deserto di asfalto. Tanto vi dovevo, Davide.

martedì 13 agosto 2013

Ha così inizio.....

Signore e signori inizia l'avventura di blogger! Sentivo tanto il desiderio di raccontare il mio "mondo triathlon" perchè lo vedo così tanto colorato e ricco di situazioni particolari, che sarebbe stato un peccato non donarlo alla rete. Vi saranno anche momenti di digressione, infatti il blog non a caso si chiama Triathlon e DINTORNI, per qualche storia di rara bellezza che caratterizza le mie giornate. Che dire.... pronti partenza via! Legenda per chi non sa una fava di triathlon: il triathlon è una disciplina multisportiva che prevede per prima la frazione a nuoto, a seguire la frazione di bici e poi la corsa. Le distanze possono variare ma le gare che intendo fare io sono il triathlon sprint (750 m nuoto, 20 km bici, 5 km corsa) e il triathlon olimpico ( 1,5 km nuoto, 40 km bici, 10 km corsa). Nel caso in cui mi invasassi potrei tentare l'approccio alle gare di mezzo ironman e/o di ironman ma lascerei perdere questi discorsi inutili viste le mie attuali condizioni fisiche. Partiamo quindi con il primo obiettivo stagionale (e di sempre): TRIATHLON SPRINT DI LAVARONE (TN) il giorno 1 Settembre che è fra pochissimo... mi sembra di rivivere le orende ( e la mancanza della seconda erre è voluta) sensazioni delle scuole superiori in cui dovevo studiare intere enciclopedie la sera prima dell'interrogazione senza mai vedere una sufficienza dopo l'esame. Così è la mia preparazione attuale per la gara che mi vedrà "protagonista" nel trentino. Vi allego il link (se ci riesco) perchè vale la pena dare un'occhiatina ai posti meravigliosi in cui sarò impegnato a sgobbare e dove spero mi dedicheranno una via, una curva o un albero visto che ci lascerò sicuramente le penne! Se dovesse per sbaglio accadere che riuscissi a ricavare una prestazione decente in questa gara, allora il secondo obiettivo diventerebbe in automatico il TRIATHLON OLIMPICO DEL LIDO DELLE NAZIONI (FE) il 22 Settembre, parlo ovviamente del 2013. Prossimo allenamento domani: combinatone nuoto - corsa visto che mi trovo il pomeriggio libero e visto che è parecchio tempo che non ho delle visioni ultraterrene. Concludo con il dire che il blog attualmente è privo di foto in quanto possiedo solo foto di me che sto in relax al mare o al bar a bere il nettare di luppolo, quindi ho evitato.... A breve nuovissime foto con tutina di bici da corsa del Circolo Unicredit di Verona , con divisa da corsa e azzarderò qualche immagine in costume e cuffia. Che dire, benvenuti e buon divertimento! Tanto vi dovevo, Davide.