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martedì 17 febbraio 2015

Giulietta & Romeo Half Marathon 2015 (altra mezza maratona di Verona)

There is no world without Verona wall ..... Non c'è mondo per me aldilà delle mura di Verona... disse un tempo il grande William Guglielmo Shakespeare. E questo è valido per le organizzazioni delle maratone; mai vista un'organizzazione impeccabile come questa. Partecipanti 10.000 runners, praticamente un esercito di lottatori che preferiscono scegliere di correre 21 km al freddo piuttosto che stare a casa con le proprie famiglie a scaldare i sofà e festeggiare i vari San Valentino e Carnevale. Mi reco alla partenza e,  una volta consegnata la sacca con la felpa, mi ritrovo in maniche corte per una mezz'ora abbondante a 5 gradi di temperatura con venticello di bora che me ne fa percepire 2. Mi auguro che lo  stomaco resista all'ibernazione e spero di evitare di trasformare la gara in un supplizio. Ma tutto procede bene e l'unico evento da rilevare sono i capezzoli duri come il marmo... brutte scene! Prima di immettermi nella griglia di partenza incontro parecchi amici tra cui Matteo, amico d'infanzia alla sua prima mezza, l'amico Piero, anche lui alla sua prima, e il mitologico Stefano Rotaia, anche lui alla sua prima. Il mio fido compagno di avventure podistiche, Matteo, è al mio fianco in griglia e, preoccupato dalle sua condizioni psico-fisiche mi avverte che andrà molto lentamente a circa 5:50 a chilometro... fatico a crederci. Prima di partire si ode al microfono la voce del Gianni Morandi nazionale che intona "uno su mille ce la fa..." e le mani, prima alzate al cielo per applaudirlo, scompaiono tutte contemporaneamente nelle parte basse di ognuno. Si parte! si, si parte, ma io a che velocità andrò? non lo so, non conosco le mie attuali potenzialità, mi sto allenando parecchio sulle tre discipline ma l'ultima volta che ho corso per 21 km è stato ad inizio dicembre e ad oggi non so nemmeno in che condizioni potrei arrivare. Decido di mantenere il classico passo da camminata primaverile in centro città. Non faccio alcuna fatica e mi aggiro sui 5:15 a chilometro. Mi guardo intorno e assaporo al massimo questa gara di casa. Come al mio solito scambio battute con chiunque mi passi vicino e i primi chilometri volano letteralmente. Vedo che lentamente mi stanno sorpassando tantissime persone e non mi preoccupo visto che so che avrò la possibilità di riprendere gran parte di loro nella seconda parte della gara e continuo con la mia leggera galoppata. Tra il terzo e il quarto chilometro, praticamente in Piazza Corrubbio a San Zeno mi trovo di fronte quel bugiardo di Matteo. Altroché lento, sta viaggiando appena sopra i 5 minuti a chilometro. Mi piazzo di fianco a lui e iniziamo a chiaccherare come se non ci vedessimo dai tempi delle scuole medie mentre ci vediamo quasi tutti i giorni e sprechiamo ignobilmente le nostre energie. Il percorso ci fa ritornare alla partenza situata in zona stadio e scorrono così i primi 8 chilometri. Mi sento benissimo, infatti Matteo mi invita parecchie volte a spingere e di non preoccuparsi di lui. All'ottavo chilometro risulto essere in posizione numero 3600. Innesco la funzione raccogli rifiuti e mi trasformo nella oramai nota figura dello spazzino-runner che tante fortune ha portato nelle scorse gare. Scarico nel cassonetto decine e decine di avversari UNO DIETRO L'ALTRO senza farlo volutamente e senza particolare fatica. In stazione, al decimo chilometro, mi ritrovo improvvisamente in posizione numero 3500. I pensieri sono molto positivi e scorro spensierato come dopo aver stipulato il mutuo. Si inzia a raggiungere il centro della nostra fantastica città e la parte più bella della corsa entra nel vivo. In questa splendida cornice raccolgo a manciate i corridori sempre più prepotentemente e dal decimo al quindicesimo chilometro vedo l'orologio spararmi dati INCREDIBILI e la fatica non si fa sentire. Ho l'adrenalina al massimo e vorrei trovarmi a Filadelfia e sverniciare Rocky Balboa sulla sua scalinata. Al quindicesimo km risulto essere in posizione 2900. Sti pazzi! Faccio un pensiero sul tempo finale e penso di poter arrivare all'arrivo sotto l'ora e quaranta ma il fardello della partenza lenta è assai pesante. Testa bassa e pedalare. All'improvviso mi accorgo di un soggetto con canotta rossa che corre a velocità doppia degli altri e lo battezzo come mia lepre personale. Mi attacco molto gaiamente al suo culo e non lo mollo più. Lui spazza gli avversari e io li raccolgo e li riciclo. Entriamo nel centro antico della città, le strade si fanno più piccole e dobbiamo contorcerci per effettuare i sorpassi. Quando vedo il tempo stampato del diciassettesimo chilometro mi vengono i brividi e non sento la stanchezza. Al chilometro 19 risulto in posizione 2400, vuol dire che sorpasso un runner ogni dieci metri. Sono al limite con il tempo dell'ora e quaranta. Decido di dare tutto (come disse una famosa porno star....) Il penultimo chilometro lo brucio ma all'ultimo sento improvvisamente, anche finalmente, la fatica. Non mollo (come disse un famoso porno divo....) Entro nella splendida Arena e mancano poche centinaia di metri all'arrivo. Non vedo niente, corro a testa bassa. Esco e giro a sinistra e mi preparo alla volata, guardo l'orologio e ..... noooooooooooo! un'altra volta: vedo 1:40. Non ce l'ho fatta nemmeno questa volta e passo sotto l'arrivo con pochi secondi sopra l'obiettivo. PAZIENZA. La rimonta però è continuata anche nel finale e all'arrivo sono in posizione  2260. Decido di non rimanere all'aperto a prendere freddo e corro a casa di mia mamma a festeggiare .... morale della favola: calorie consumate in gara :4500 calorie ingerite da mia mamma: 7560. Tanto vi dovevo, Baci. Davide