lunedì 29 dicembre 2014

Il fascino della grande M rossa.

Pescara, 14 Giugno 2015. Luogo e data che mi sognerò per parecchie volte nei prossimi 6 mesi. Ed è proprio per colpa dei sogni che mi ritroverò a lottare per riuscire a portare a termine un'epica gara come questa. 1,9 km di nuoto , 90 km di bici e 21 km di corsa, questo è l'IRONMAN 70.3 (o mezzo IRONMAN). Non ho ancora capito perchè mi sia buttato in un'avventura del genere ma credo di dover espiare delle colpe relative ad una vita passata o forse per via del fatto che non ho fatto il militare o forse perchè sono solamente matto e non me ne voglio rendere conto. Sta di fatto che è già un mese che sto macinando chilometri su chilometri in tutte e tre le discipline e il la costanza, l'impegno e la determinazioni sono massimali. Il prepotente freddo siberiano arrivato in questi giorni ha alzato ulteriormente l'asticella della difficoltà e quando esco di casa per correre o pedalare mi sembra di essere precipitato nei campi di addestramento spartani dove uomini mitologici si preparavano alle battaglie contro i popoli nemici.
Tanto vi dovevo, baci. Davide

lunedì 10 novembre 2014

Trentino Garda Half Marathon (La mezza di Riva del Garda)

Sabato, il giorno prima della gara, mi sono riposato tutto il giorno crogiolandomi vergognosamente sul letto e il divano. SCANDALOSO! Ma non intendevo rischiare nulla, intendevo giungere riposatissimo al mattino dell'evento. E così è stato. Erano le sei del mattino quando John Mayer iniziava a suonare sul display del mio smartphone. A quest'ora della domenica si svegliano solo le anziane che vanno a prendere la messa delle 7, i genitori dei figli che hanno fatto seratona al sabato e i runners sclerati come me. Al risveglio, la schiena mi avverte di aver esagerato con la posizione orizzontale e la temperatura in casa mi sussurra che non deve essere un' alba così tanto fredda. Colazione extra-large e doccia calda mi permettono di incominciare a sentire le prime sensazioni corporee in maniera così spiccata che, una volta salito in auto, posiziono il volume dell'autoradio a livello "aperitivo del venerdì sera", quindi non elevatissimo ma già abbastanza pesantino. Il "Matteo Nazionale" è già sotto il portone di casa ad aspettarmi e, visto l'anticipo con cui si è presentato, penso che anche lui abbia avuto un discreto risveglio come ce l'ho avuto io. Gli occhi però sono particolarmente spiritati e il primo movimento che fa, una volta salito in auto, è quello di abbassare drasticamente il volume della trasmissione radiofonica. Facilmente mi sono sbagliato, non abbiamo avuto lo stesso identico risveglio. La giornata è uggiosa e a tratti troviamo anche la pioggia in autostrada ma convinco il sonnolente mio accompagnatore che a Riva del Garda troveremo un clima soleggiato. La zona di accoglienza dell'evento è situata all'interno della fiera e ci accingiamo al ritiro dei pettorali e a prepararci con calzoncini e maglietta. Usciamo per fare una corsetta e il sole ha già fatto capolino e si sta benissimo in canottiera. Durante il riscaldamento incrociamo qualche bel soggetto degno di nota e fra questi un germanico alto un metro e novantacinque che corre a più non posso. Rimaniamo impressionati dal fisico del biondo nordico e dalla sua potenza atletica. Impacchettati nella nostra griglia svolgiamo in ordine: - il rituale del ballo di gruppo - il saluto all'elicottero - il sorriso alla telecamera posta sul drone. Finalmente si parte. Siamo a circa 30 metri di distanza dai palloncini bordeaux dei pacers dell'ora e trentanove minuti, decisi più che mai a non abbandonarli per nessun motivo al mondo. Primi metri in vialone direzione centro di Riva che permettono una discreta corsa senza troppi intruppamenti pericolosi. E il ritmo è già altissimo. Il passaggio nel centro di Riva durante il secondo chilometro risulta talmente veloce che nemmeno mi accorgo di dove siamo. Al terzo chilometro passiamo sotto la galleria e tutti gli appassionati de "l'attimo fuggente" fanno risuonare il loro barbarico YAWP, anche qualche ululato. Ancora tanta confusione, tanta gente che ci supera al doppio della velocità e i nostri palloncini bordeaux in bella vista di fronte a noi. Io e Matteo ci accorgiamo che le medie sono molto più veloci di quelle che riteniamo essere in grado di fare e, al quarto chilometro, non si vede più un sorriso sui nostri visi sudati. Il ristoro del quinto chilometro risulta più dannoso che utile perché mi soffoco con l'acqua e riprenderò un respiro normale solo dopo due chilometri. Ma qui, io e l'ex assonnato, ci cambiamo di abito e mettiamo le vesti degli operatori ecologici. Iniziamo la nostra ormai nota e inesorabile rimonta sul gruppo e partiamo ad effettuare la raccolta differenziata dei vari "runners rifiuti" che troviamo ai bordi della strada. Siamo poco lontano da Arco e mi rendo conto di aver corso su di un lungo tratto in leggerissimo falsopiano in salita e nonostante ciò teniamo a vista i pacers e pensiamo che il ritorno lungo il fiume Sarca, ci vedrà avvantaggiati per la discesa. Ad Arco inizia anche a piovigginare ma è un fenomeno atmosferico che rinfresca e non danneggia la corsa. Altro ristoro impossibile del decimo chilometro e ingurgito il solito orrendo gel energetico. Esco da Arco e penso a tutte le Giovanna che abitano qui. Ci immettiamo nella pista ciclabile che fiancheggia l'immissario del Lago di Garda e circa al tredicesimo chilometro sapete chi troviamo? Il biondo germanico che cammina al lato della strada con le mani ai fianchi in attesa del passaggio del carro funebre. Mai occasione migliore di indicare il soggetto a Matteo e prendere l'occasione di incitarci a vicenda per continuare a macinare. E invece, nell'ordine, perdo prima la sensibilità totale della milza e poi, credo per osmosi, mi parte per la tangente anche il fegato. Prossima gara prenoto un'epidurale, toglietemi tutta la sensibilità! Nel frattempo, la pista ciclabile, non si rivela in falso piano come speravamo, siamo invece obbligati a effettuare quattro o cinque sali e scendi spacca-gambe. Il ritmo resta costante ma al diciassettesimo chilometro, Matteo decide di abbassare leggermente il passo e mi lascia andare da solo. Io non ho più la capacità mentale di decidere cosa sia giusto fare, se aspettarlo o andare, sono cotto, lessato, affumicato! Decido di continuare al ritmo e tenere a giusta distanza i palloncini. Giungiamo in questo modo alla spiaggia e iniziamo a sentire la musica dell'arrivo in lontananza. In questo momento mi sembra veramente di aver fatto un'epidurale visto che non sento più le gambe. Ultimo chilometro, SORPRESA, Matteo è riuscito a riprendermi e decide di scortarmi fino all'arrivo una volta capito che non ci sarei arrivato con le mie sole forze. Guardo il cronometro che indica 1:39:40. Capisco che non riuscirò a stare sotto l'ora e quaranta perché l'arrivo è ancora lontano..... e invece.... giro l'angolo e lo vedo lì a cento/centocinquanta metri. Grido: "CE LA FACCIAMO!". Ci piazzo uno scatto poderoso da brividi e spero di avercela fatta. Non la faccio lunga, tempo finale: 1:40:05. Cinque secondi del piffero! Nonostante ciò, sono molto contento del risultato finale avendo capito di poter abbassare ulteriormente l'asticella per le prossime gare. Il post-gara regala a me e Matteo, i keniani del luppolo, parecchie soddisfazioni nei locali della zona e un pomeriggio di meritatissimo relax. Tanto vi dovevo. Baci, Davide.

martedì 4 novembre 2014

La settimana di preparazione alla Trentino Garda Half Marathon

L'anno scorso un brutto infortunio alla caviglia non mi ha permesso di partecipare a questa grande classica del circuito delle mezze maratone del nord Italia. E mi era dispiaciuto parecchio! Bel percorso, ottima organizzazione, incantevole location e buona presenza di locali per ospitare me e la mia sete del postgara. Naturalmente quelli del divertimento e della abbondante degustazione saranno gli obiettivi principali della gita al lago, senza però dimenticarsi di fornire una gran prestazione cronometrica sui 21 km previsti. Il mio compagno di viaggio sarà l'ottimo Matteo, anche lui grande degustatore, con il quale cercheremo di andare ad aggredire e sfondare il muro dei 100 minuti (o dell'ora e quaranta minuti). A fronte dell'allenamento sui 15 km fatto l'altro ieri credo che questo resterà un bel sogno perchè abbiamo vissuto entrambi delle gran sofferenze. Non ci abbattiamo comunque! L'idea è quella di partire seguendo i pacers dell'ora e 39 e cercare di attaccarsi ai loro polpacci e non mollarli mai fino a che morte non ci separi. Cosa sono i Pacers? Essi sono volontari che si offrono di accompagnare i runners nella corsa garantendo l'arrivo ad un tempo prestabilito. Come distinguerli? Hanno dei palloncini di diversi colori a seconda del tempo che andranno a conseguire. Sarà bello quindi vederci battagliare nell'intento di stare nella loro scia e cercare di non perdere un centimetro. Naturalmente non verrà a mancare un resoconto dettagliato della gara comprese sofferenze e soddisfazioni. Rimanete collegati. Tanto vi dovevo, baci. Davide

lunedì 6 ottobre 2014

Cangrande Half Marathon (altra mezza di Verona)

Finalmente una gara! Avevo bisogno di respirare l'aria della competizione, del mal di pancia alla mattina per l'agitazione, della colazione del supercampione, delle spille da balia da infilzare nella maglietta per tenere il pettorale ma soprattutto, necessitavo di correre una gara organizzata per divertirmi un sacco. Come per la mezza maratona di febbraio di Verona anche questa manifestazione non presenta alcuna falla dal punto di vista organizzativo e la bellezza della città di Verona ha reso il tutto una giornata da far ingrassare gli occhi e l'animo. Il tutto ha inizio Venerdì sera quando mi sono recato al ritiro pettorale e la bionda e alta hostess, molto carinamente, mi ha interpellato per sapere quale misura di maglietta volessi. io ho risposto rapidamente che desideravo avere una "M" (le taglie sportive sono sempre larghe). Lei altrettanto velocemente mi risponde: "guarda io credo ti possa andare meglio una "L", ma per via delle spalle non per il resto". AHI AHI AHI ho capito devo dimagrire! Dimenticato l'accaduto mi ritrovo dopo pochi minuti con l'amico Matteo in strada per la rifinitura pre-gara. Tutto perfetto sento le gambe girare bene e mi sento alquanto fiducioso per domenica. Peccato che io e l'altro sciagurato decidiamo di andare a farci una birretta. Ma si è mai visto che di Venerdì sera ci facciamo solo una birretta?!?! Rovinata la rifinitura pre-gara, PAZIENZA. Veniamo a Domenica mattina. Mi alzo non senza fatica ed inizio lo scaramantico rituale della colazione. Oramai ho imparato ad ingerire 7.000 calorie prima della gara nemmeno fossi Phelps. Faccio tutto talmente in velocità che, visto l'anticipo, decido di recarmi alla partenza con la bici. Mi sento ecologicissimo e pedalo felice in direzione Piazza Brà. Mi incontro con Matteo e decidiamo di avvicinarci alla partenza ma dimentico una cosa fondamentale: FARE LA PIPI'! Me la dovrò tenere per tutti i 21 km del tragitto. Vescica testata, funziona! Valutiamo comunque di partire dal fondo del gruppo ed è una decisione del piffero perché restiamo intruppati per circa 2/3 chilometri, impegnati in sorpassi impossibili e scatti improvvisi. Ne veniamo fuori ma la media che avevamo prefissato per questa gara di allenamento è già sballata e ci ritroveremo a rincorrere le lancette fino alla fine. Primi passaggi in centro città in cui non si riesce ad assaporare il paesaggio per motivi appena citati. Quando ci liberiamo dalla folla siamo già sul lunghissimo tratto di lungadige che ci porterà fino alla frazione di Parona. Secondo me Parona è come Chievo non fa Comune è una sorta di quartiere del comune di Verona. Verificherò. Primi 5 chilometri, tutto sotto controllo, il ritmo si è fatto regolare e le gambe e la testa sembrano essere presenti questa mattina. Anzi si riesce a chiaccherare per benino e a far si che i chilometri passino velocemente. Nel frattempo io e Matteo abbiamo iniziato una rimonta INESORABILE. Non ci sorpassa più nessuno e sorpassiamo alla grande e questo fino alla fine della gara. ASSOLUTAMENTE INESORABILE. Verso l'ottavo chilometro decido di ingurgitare un gel energetico. Butto giù sta schifezza appiccicosa con una fatica incredibile e blocco per qualche secondo il respiro perché non riesco a buttare giù l'intruglio. Fortunatamente giungiamo al primo ristoro e via un bel bicchierone di acqua per liberare l'esofago. Io e Matteo nel frattempo diamo l'idea di essere due che corrono insieme da prima della cresima. Affiatatissimi, regolarissimi e anche coordinati come fossimo due veline sul palco di Striscia, come le Kessler (direbbe mia zia). Talmente carini da vedere che una tipa mi si affianca per salutarmi dichiarando di conoscermi. Classica situazione in cui lei dice di conoscerti e tu non sai chi sia. Sfoggio una faccia come il culo e pare che sappia tutto di lei e ne esco alla grande con i complimenti seguenti della mia compagna soubrette. Arriviamo a metà gara e siamo in fase di ritorno verso il centro città. Verso il tredicesimo chilometri qualche piccola fatica alle gambe si inizia a far sentire ma sto bene e desidero fortemente di chiudere bene la gara. Dal quindicesimo chilometro decidiamo di rompere gli indugi e forziamo l'andatura, forse è troppo presto ma oramai il danno è fatto. Iniziamo ad intravedere qualche runner cadavere sul ciglio della strada e adesso sorpassiamo persone a grappoli. Le endorfine le liberiamo in quantità industriale, il sudore ci pare profumare di fiori di campo e ariamo l'asfalto. Giungiamo a Castelvecchio e sappiamo che l'arrivo è vicino.... ma non ne ho più! Stiamo girando da qualche chilometro ben sotto il ritmo concordato all'inizio e adesso sento il fardello pesare sulla schiena. Tengo durissimo e cazzo non mollo un centimetro. Entriamo in corso Cavour e butto innanzi una gamba avanti l'altra solo grazie all'inerzia e alla forza di volontà. Giriamo a sinistra e siamo in via Roma. Iniziano le due ali di folla ma io non vedo nessuno, cerco solo Matteo con lo sguardo per assicurarmi di arrivare al traguardo insieme per le foto di rito. Anche lui tiene botta ed è al mio fianco. Altra curva a sinistra ed entriamo trionfali in piazza. Sorriso di rito per i flash e tanta felicità per l'obiettivo raggiunto. Il tempo è di un'ora e 46 minuti. Il garmin recita 21 km e 500 metri, 400 in più del previsto. Media di 4:59 minuti a chilometro. Bene, buon allenamento. Vediamo come andrà fra un mese a Riva del Garda. Adesso scusatemi ma devo andare a pensare chi è la ragazza che mi ha affiancato durante la gara. Tanto vi dovevo. Baci, Davide

domenica 7 settembre 2014

Una domenica mattina a Dossobuono.

Sveglia drammaticamente presto alle 6:45! Si, lo so , non me lo ha ordinato il dottore ma il sadomasochismo si presenta in alcune forme variegate e impensabili che a volte non sai come gestirlo. Unica cosa da fare in questi casi è prepararsi una colazione ricchissima e pensare solo a tante cose bellissime.
Una volta effettuato il carico di zuccheri mi cambio in rapidità per andare a prendere il compagno di avventure, Matteo. Quando lo vedo capisco di non essere l'unico ad aver avuto un risveglio pesante!!! Giungiamo a Dossobuono, dopo essermi rassicurato sullo stato di salute del collega e siamo carichi e pronti per affrontare i 18 km previsti. Troviamo anche Stefano, un mio collega, che si aggiunge a noi. Si parte! Nemmeno il tempo di capire dove ci troviamo che si passa subito davanti al primo ristoro. Ma si può mettere un ristoro dopo poco più di un km? Mah! Altro problema i partecipanti sono tantissimi e la corsa diventa uno slalom poco simpatico in mezzo ad un mare di persone. Difficilissimo in queste condizioni mantenere un passo costante e rilassare la mente. No problem! Fortunatamente il percorso è pianeggiante e si riesce a mantenere discreti tempi. Fra una chiacchera e l'altra arriviamo al bivio dove lasceremo Stefano che decide, visto il polpaccio così così, di abbandonarci per il tragitto più corto. Adesso la carreggiata è molto libera e si corre meglio anche se, oramai al decimo km, non si è ancora visto un ristoro. Detto Pensato, fatto! Eccolo il ristoro. Ingurgito zollette di zucchero, bicchieri di the, bicchieri di acqua e mi sento tornare a nuova vita. Dopo un chilometro ecco un altro ristoro, ma come???? Organizzazione da rivedere assolutamente! Non accade nulla di particolare fino alla fine, a parte che, arrivati al diciassettesimo chilometri (quindi penultimo), transitiamo davanti ad un altro ristoro. Pensiamo che sia uno scherzo e procediamo senza fermarci. Nell'ultimissimo tratto diamo un bello scossone al ritmo gara e giungo all'arrivo buono solo come concime per i fiori.... ma felice! Ristoro finale e ritiro pacco gara. Giunto a casa pieno di endorfine fino all'ultimo capello mi sorprendo nel vedere un allestimento molto particolare fatto di una gabbia di reti. Si gioca a Scianco!
Lo prendo come un messaggio che arriva dall'alto che mi dice di lasciare stare con il faticosissimo triathlon e darmi a sport più soft. Tanto vi dovevo. Baci, Davide

giovedì 4 settembre 2014

Si inizia a fare sul serio.

Il mese di Agosto è trascorso con alti e bassi emotivi ma con una determinata costanza dal punto di visto sportivo. L'andazzo è quello di quasi un allenamento al giorno, principalmente di nuoto e di corsa. La bici è un filo trascurata anche per colpa di un'estate mai pervenuta quest'anno. Tutti questi allenamenti li affronto in compagnia di un amico, Matteo, che mi ha dato la possibilità di dare una decisa sterzata nell'approccio alle fatiche. Prossimi obiettivi ufficiali: la Cangrande Half Marathon il 5 Ottobre, il 12 Ottobre il Triathlon sprint di Lerici e il 9 Novembre la Mezza maratona di Riva del Garda. Tanta voglia di faticare e di raccontare nuove avventure. Restate collegati! Tanto vi dovevo. Baci, Davide.

mercoledì 23 luglio 2014

A volte ritornano....

Sono tornato! Non avrete pensato che avrei potuto abbandonarvi così, senza qualche altra perla di rara bellezza. Devo ammettere che che ultimamente sono stato afflitto dalla sindrome dello scrittore e non sono più riuscito a postare alcunchè. Forse non c'era nemmeno molto da dire. Pazienza! A breve nuovi programmi di allenamenti e nuove gare da traguardare. Tanto vi dovevo. Baci, Davide.